A scatenare la rabbia del ragazzo sarebbero stati motivi sentimentali. Dopo l’aggressione il minore e’ fuggito ma è stato rintracciato dalla polizia

Il luogo in cui un ragazzo di 17 anni ha colpito con una pietra alla testa la fidanzata di 13 anni a Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA – L’ha colpita alla fronte con una pietra con una violenza inaudita, assurda. Adesso una ragazzina di 13 anni lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione degli Ospedale Riuniti di Reggio Calabria mentre il suo aggressore, che tra un mese compira’ 18 anni, e’ in un istituto di prima accoglienza con sulle spalle il fardello di un’accusa per tentato omicidio. Teatro della tragedia San Giovanni di Sambatello, frazione collinare a nord di Reggio Calabria, dove vivono i protagonisti di questa assurda vicenda.
Lei e’ poco piu’ di una bambina. Lui e’ un giovane ”difficile”, con alcune denunce per piccoli fatti alle spalle e che nella sua ancora breve vita ha vissuto per lunghi periodi in svariate comunita’ a causa di una situazione familiare ”problematica”. Le famiglie abitano vicino e si conoscono da anni. Non hanno rapporti con la criminalita’ organizzata, che pure anche in queste zone e’ presente.
I due ragazzi, nel pomeriggio di ieri, salgono sullo scooter del giovane e si allontanano dalle loro abitazioni. Tra i due c’e’ un sentimento di affetto. O almeno e’ quello che prova la ragazzina. Poi, quando i due si fermano e restano soli, succede qualcosa. Forse lui le chiede un bacio, forse qualcosa di piu’ e lei si rifiuta. Oppure lui e’ geloso di qualcun altro. Su questo le indagini devono fare ancora chiarezza. Fatto sta che lui ha uno scatto d’ira improvviso. Prende una grossa pietra e colpisce con ferocia la ragazzina alla fronte. Lei cade riversa in una pozza di sangue.
Il ragazzo, a questo punto, probabilmente realizza quello che ha fatto e prova a mettere rimedio. Copre il corpo della tredicenne con una grossa lastra di pietra. Perche’ lo faccia non e’ ancora chiaro. Forse per simulare un incidente. O forse solo per nascondere il corpo. In ogni caso abbandona la ragazzina al suo destino e se ne va.
Arrivato a casa, pero’, non riesce a far finta di niente. Va dai familiari della ragazzina e racconta che l’amica e’ ferita, ma senza entrare nei dettagli. Il ragazzo indica anche il luogo dove si trova il corpo della giovane.
Quando i familiari della ragazzina la trovano chiamano immediatamente il 118 che soccorre la tredicenne e la porta d’urgenza agli Ospedali Riuniti. La polizia si mette subito alla ricerca del diciassettenne, che nel frattempo si e’ allontanato da casa. Gli agenti sanno che i due ragazzi erano insieme fino a poche ore prima. Le ricerche non durano molto. Il giovane viene individuato in un casolare nella disponibilita’ della sua famiglia, situato a poca distanza dalla sua abitazione. E’ il patrigno a convincerlo a seguire gli agenti in Questura. Per ore il ragazzo viene interrogato.
Ed alla fine, stamani, scatta l’arresto per tentato omicidio. In quelle stesse ore, la ragazzina viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. La pietrata le ha ”sfondato le orbite con conseguente vasto ematoma intracranico e la mutilazione dei padiglioni auricolari”. Una situazione grave. Gli stessi medici non nascondono che le sue condizioni sono molto gravi anche se adesso stabili. Il padre, agente di un istituto di sorveglianza, e gli altri familiari per tutto il giorno hanno stazionato nella sala d’attesa del reparto di rianimazione dove la ragazzina e’ ricoverata in stato di coma. Il loro e’ un dolore silenzioso, carico di speranza. Qualcuno invoca la grazia divina, mentre la piccola lotta con tutte le sue forze per non cedere alla morte.









